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Ceramica
GUBBIO
| Comune: |
GUBBIO |
| Categoria: |
attività peculiari della zona |
| Denominazione: |
"Ceramica" |
| Descrizione: |
L´attività produttiva nel campo della ceramica, archivisticamente documentata a Gubbio già nel XII secolo, ebbe grande sviluppo tra la fine del XV e la metà del XVI secolo, in concomitanza con l´attività della bottega del celebre lustratore Mastro Giorgio Andreoli e di quelle di altri ceramisti locali quali Giacomo di Paoluccio, i Traversi, i Floris. In questo periodo la fama della ceramica eugubina è soprattutto legata ai lustri dorati, argentei e rosso rubino ottenuti in terza cottura, secondo la tecnica araba codificata da Cipriano Piccolpasso (anticamente chiamata "maiolica" ed ora conosciuta come "lustro ad impasto" o "lustro metallico"). La seconda metà dell’’800 fu caratterizzata dalla ripresa storicistica delle fornaci del Fabbri e del Carocci, dello Spinaci, del Passalboni, e dall´opera di abili decoratori quali Raffaele Antonioli, Giuseppe Magni, Pio Pieri. A partire dall´inizio degli anni Venti del secolo scorso furono aperte numerose fabbriche, tra cui la società Vasellari Eugubini diretta da Ilario Ciaurro e la Fabbrica Majoliche Mastro Giorgio di Polidoro Benveduti, nella quale venne anche sperimentata la tecnica della ceramica nera sul tipo del bucchero etrusco. È questo il periodo al quale risalgono le prime esperienze nel campo della ceramica di Aldo Ajò, il cui stile originalissimo fu imitato da allievi ed epigoni, e di altri abili ceramisti eugubini del Novecento. Oggi più di trenta botteghe artigiane operano nel settore dell´artigianato artistico e tradizionale, con una produzione varia di maioliche decorate in policromia, ceramiche ingobbiate e buccheri. |
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