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Ceramica
GUALDO TADINO
| Comune: |
GUALDO TADINO |
| Categoria: |
attività peculiari della zona |
| Denominazione: |
"Ceramica" |
| Descrizione: |
I reperti rinvenuti nel sito archeologico di Colle dei Mori testimoniano che fin dal XII secolo a. C. la produzione ceramica era presente a Gualdo Tadino. Già nel Trecento si registrano in documenti scritti le prime forniture di ceramiche, ma solo nella seconda metà del Quattrocento si ha prova dell’affermazione qualitativa delle maioliche gualdesi. Nei secoli XVI e XVII da alcuni studiosi è ritenuta possibile una produzione ceramica rifinita con la tecnica del lustro, cioè con l’applicazione sul pezzo già finito degli straordinari riverberi oro e rubino, ottenuti durante una terza cottura con fumo di ginestra. Da notare che sulla facciata della chiesa della Madonna del Piano si possono ancora oggi ammirare ventisei piastrelle riverberate rosso rubino, probabilmente seicentesche, di cui quattro esemplari sono oggi conservati al Museo del Louvre. Inoltre, è sempre nei secoli XVI-XVII che si affermano le prime dinastie di ceramisti locali: i Pignani ed i Biagioli. A Gualdo Tadino la lavorazione della ceramica non ha mai conosciuto interruzione. Il Settecento, infatti, è contraddistinto da una vasta produzione di Madonne col Bambino, anche a seguito di un terribile terremoto che sconvolse la città nel 1751 ed in quel periodo varie mattonelle votive vennero apposte sulle facciate delle case. In via Monina è possibile ammi-rarne un bell’esempio: una Madonna col Bambino in maiolica policroma datata 17 marzo 1759. L’Ottocento vede la ripresa della tecnica dei lustri metallici oro e rubino ad opera di Paolo Rubboli (1838-1890). Nel suo lavoro Rubboli è coadiuvato da validi artisti, tra cui il famoso pittore gualdese Giuseppe Discepoli. Dopo la morte di Paolo, avvenuta nel 1890, la tradizione viene proseguita dalla moglie Daria la quale lascia poi il testimone ai suoi due figli Lorenzo ed Alberto e quindi agli altri eredi. E’ in questo contesto che si ins-risce la straordinaria produzione, non solo a riflesso, del grande maestro Alfredo Santarelli, del quale fra i pezzi più pregiati sono conservati, presso il Museo Civico della Rocca Flea. È possibile ammirare i suoi delicati pannelli policromi, inseriti in antiche nicchie, nel centro storico. Negli anni ‘20 poi, alcuni opifici, tra cui la Cooperativa Ceramisti (1907), la Società Ceramica Mastrogiorgio (1925), la Società Luca della Robbia (1925) e altri imiteranno la tecnica e la tipologia introdotta da Paolo Rubboli, rendendo Gualdo Tadino il centro ceramico italiano più impor-tante del Novecento per la produzione di maioliche di tradizione mastrogiorgesca. Da allora il panorama ceramico gualdese si è notevolmente ampliato, fino ad arrivare all’attuale produzione che va dalla ceramica tradizionale artistica prima ricordata, a quella industriale che conta ben sessantotto aziende con oltre mille occupati.
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