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Ferro battuto
GUBBIO
| Comune: |
GUBBIO |
| Categoria: |
attività peculiari della zona |
| Denominazione: |
"Ferro battuto" |
| Descrizione: |
La lavorazione del ferro battuto appare largamente documentata. La testimonianza più interessante è costituita dalle Tavole di bronzo. Una lapide, conservata nel museo del palazzo dei Consoli, ci ricorda che nell´antichità Fullonio fu maestro della corporazione dei fabbri di Gubbio. Ma è soprattutto nel medioevo che questa arte, a cui appartenevano anche gli orafi (argentieri, gemmari, battilori, orologiai), gli incisori e gli zecchieri, ebbe un passato tanto luminoso che l´avvento della più moderna tecnologia ha offuscato ma mai soppiantato. Lo statuto del 1338 approvava l´arte dei fabbri. L´attività del fabbro, una delle più tipiche del mondo artigiano, fu e rimane l´attività di base che ha fornito gli utensili a tante altre corporazioni e al mondo agricolo; nella sua specializzazione di ferro battuto ha prodotto esemplari di grande bellezza. Innumerevoli sono le opere di maglio e di forgia che vanno dalle sontuose cancellate sacre e profane, dalle recinzioni ai parapetti dei ricchi poggioli e ai torcieri, fino alle più usuali suppellettili della casa: alari da caminetti, catene e parafuochi. Torchietti per sigillare, monete, picchiotti, ricche ferrature di stipi e cassapanche, bellissime chiavi ornate e fantasiose, armi di ogni specie, ferramenta di forzieri e di casse nuziali, reliquiari ed ostensori, croci processionali e pastorali sono oggetti che dimostrano ricchezza inventiva, funzionalità, bellezza e senso estetico. Questa succinta serie di immagini non riesce però a dare una visione completa della continuità e degli sviluppi dell´artigianato eugubino del ferro. Uno stuolo di operatori ha esercitato ed esercita questa arte, che ancora vive con il nome di Università dei fabbri. E´ realistico considerare Gubbio come la capitale umbra del ferro battuto. |
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