Vi erano anche manoscritti musicali del Rossini, arazzi, ceramiche, libri ... Rotondi coordinò l'impresa con un pugno di uomini facendo affluire il tutto in un angolo stupendo delle Marche, il Montefeltro, e concentrandolo nella rocca di Sassocorvaro, nel Palazzo dei Principi di Carpegna e nel Palazzo Ducale di Urbino, dove fu sorvegliato, protetto dai bombardamenti e dai saccheggi nazisti, fino alla restituzione delle opere ai musei e alle chiese che le commissionarono a loro tempo.Sette di queste magnifiche opere sono state riprodotte in scala naturale e si possono ammirare nell'atrio superiore del Comune di Carpegna, in attesa di una adeguata sistemazione.Ogni anno a Carpegna si organizza un incontro di carattere culturale, insieme all'Arca dell'Arte di Sassocorvaro, artefice del "Premio Rotondi", per ricordare l’importante evento storico artistico. Nel centro del paese si può scorgere la casa dell’Avv. “Mezzanotte”, lasciata in eredità al comune di Carpegna e ora sede dell’Ufficio Turistico e di altre associazioni Nella parte posteriore dell’edificio si scopre un magnifico giardino, dove si trova un prezioso lavatoio del ‘600 recentemente restaurato. I locali adiacenti il lavatoio accolgono la “Geoteca della vallata del Carpegna”.Fu proprio il professor Pasquale Rotondi ad attribuire l'opera a Evangelista da Piandimeleto primo maestro di Raffaello, il quadro raffigurante la Vergine che allatta il bambino, il quale tiene in mano una rondinella, chiamata dal popolo "La Vergine del latte". L'opera si trova nella chiesa di San Leo costruita nel 1203, dove nel suo interno si trovano altre pitture di notevole valore artistico. Nel 1610 terminò la costruzione del convento nuovo di San Francesco, attuale Parrocchia di San Nicolò, durata undici anni. Quì sono conservate opere seicentesche di notevole valore artistico, anche se purtroppo i capolavori più preziosi, come la Madonna del Carmine del Veronese (1528-1588) e Maria Maddalena su tavola di Carlo Crivelli (1430-1493), che attualmente si trova nel museo di Amsterdam, furono trafugati durante il Regno Napoleonico. Con la fine delle invasioni barbariche (XI-XII sec.) venne così consolidandosi la contea di Carpegna, sorsero villaggi sparsi per la vallata e sorsero anche nuove chiese, come la Pieve romanica di San Giovanni (1182) distante circa 2 km da Carpegna, dello stesso periodo la chiesa di San Sisto, anch'essa poco distante dal centro, ora annessa al cimitero comunale. La chiesa di San Sisto conserva ancora l'abside romanica e la piccola cripta sostenuta da un capitello fregiato con foglie stilizzate. La Pieve di Carpegna nel corso dei secoli ebbe il ruolo di chiesa principale e risultava avere sotto di sé diverse cappelle, venne infatti chiamata Pieve, per distinguerla dalle chiese minori, dagli oratori, dalle cappelle e dai monasteri. Della costruzione anteriore all'anno Mille, forse d'epoca carolingia non rimane niente in sito, tuttavia la sua esistenza è comprovata sia dalla documentazione scritta sia da alcuni resti in pietra. All'interno possiamo trovare ancora intatto il suo originario altare, oltre ad un magnifico battistero del 1575. Sulla parete sinistra della chiesa si può ammirare un ciclo d'affreschi trecenteschi dedicati a San Giovanni Battista. Nel 1626 fu posata la prima pietra della chiesa di San Pietro dove sorse il villaggio omonimo, all'interno vi sono opere artistiche del XVI e del XVII secolo. Ai piedi di San Pietro si trova un piccolo borgo di Carpegna chiamato Castacciaro, dove attraverso un progetto chiamato “I 100 Borghi” siamo riusciti a restaurare la piccola chiesa di Santa Maria del Poggio dove all’interno verrà allestito un museo sui 15 Borghi antichi di Carpegna. Una bellissima Madonna con bambino attribuita a Carlo Berrettoni (1600) si può trovare nella chiesa di Santa Maria, detta anche del Crocefisso a Paterno, piccola frazione di Carpegna. Non sono da sottovalutare anche le piccole chiese di recente restaurate, come quella di Sant’Angelo che si trova nell'omonimo villaggio e la chiesina di Santa Maria nel villaggio delle Genghe. Tra gli illustri personaggi della famiglia di Carpegna vale la pena ricordare il Conte Mario, primo presidente e fondatore dello scoutismo cattolico in Italia. Grazie alle peculiarità del territorio è stato possibile allestire campi scout, attrezzati per accogliere numerosi giovani, che si danno appuntamento nei diversi periodi dell'anno al Parco delle Querce, nel versante sud del paese, dove è stato eretto un monumento in memoria del conte Mario di Carpegna.