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Studi di Lapis: viaggio tra modelletti e opere inedite dell'artista cagliese
Si è inaugurata a Cagli -Palazzo Berardi Mochi Zamperoli- la mostra che rimarrà aperta al pubblico fino al 15 giugno

lapisIn occasione della 16° Giornata FAI di Primavera, si è inaugurata la mostra “Studi di Lapis. Modelletti e opere inedite di Gaetano Lapis” (1706 – 1773) allievo capacissimo di Sebastiano Conca.

La mostra è incentrata su opere inedite a carattere profano rientrate in Italia a seguito di un recente acquisto da parte di un collezionista sul mercato U.S.A., nonché sui modelletti e bozzetti della grande pala della chiesa di San Giacomo di Cingoli a cui si aggiungono due modelli delle pale delle chiese conventuali cagliesi (di cui si erano perse completamente le tracce) ed il modelletto per la pala della chiesa dei padri Zoccolanti di Fossombrone.

La mostra ci illustra il metodo adottato dal Lapis e la sua eccellente qualità pittorica affiancata da una raffinata e fulgente cromia che costituisce il tratto distintivo di tutte le sue opere.

La raccolta fa da anteprima al grande evento espositivo che i comuni di Cagli e Fabriano si accingono a varare in sinergia e che sarà dedicato al Lapis a Cades e al Settecento dei pittori marchigiani in una Roma all’epoca autentico caput mundi.

Tra i pezzi che richiameranno grande attenzione sono quelli a carattere profano che sembrano costiture la genesi della fortunata serie dei cinque grandi dipinti con Storie dalla Gerusalemme Liberata commissionata nel 1730 a Roma ed oggi della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Sono pezzi che fanno luce sull’itinerario di questo artista che si conclude, pochi anni prima della sua morte, con la Nascita di Venere realizzata nel 1770 a Palazzo Borghese in Roma. Opera questa che per Stella Rudolph “lasciò un segno durevole sull’evoluzione della pittura romana dell’ultimo quarto del ‘700”. Facendo perno su quest’ultima esecuzione a carattere profano (Lapis apre la carriera e termina il suo percorso con opere profane) la Rudolph ritiene che, per capire la vicenda di Lapis,  ci si debba affidare al Lanzi “il quale vedeva spessissimo proprio giusto e scrisse a proposito dell’artista che: ‘A Roma ne ha il Principe Borghese una Nascita di Venere dipinta in una volta con correzione di disegno e con grazia superiore di assai al nome che di lui rimane e niuno lo stimerà quanto merita, se non vede questo lavoro”. Accanto alla mostra di Gaetano Lapis si affianca, sempre a Cagli, l’apertura della restaurata chiesa rurale di San Martino di Castellonesto, prebenda dei canonici della Cattedrale, con i suoi raffinati affreschi quattro-cinquecenteschi.

La mostra, organizzata dal Comune di Cagli e dalla Soprintendenza PSAE delle Marche, rimarrà aperta al pubblico (chiusura il mercoledì) fino al 15 giugno.

Per informazioni: 
IAT -Tel. 0721 780773

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