Ancora uno spettacolo evento organizzato a Cagli da Teatro Commission Marche il progetto ideato e realizzato dall’Istituzione Teatro Comunale di Cagli, dal Comune di Cagli, dal Teatro Stabile delle Marche e dalla Regione Marche.Sabato 22 dicembre alle 21.15 al Teatro Comunale di Cagli in prima nazionale va in scena “Spettri” di Herik Ibsen, un altro appuntamento da non perdere proposto da Teatro Commission, la stagione dei giovani talenti.
Lo spettacolo, che debutterà a Cagli dopo alcuni giorni di prova al Comunale, vedrà in scena Elena Callegari, Giovanni Franzoni, Mario Sala. La regia è di Lorenzo Loris, le scene di Daniela Gardinazzi, i costumi di Nicoletta Ceccolini, gli interventi Video di Dimitris Statiris e Fabio Cinicola, le luci di Luca Siola, la fonica di Fabio Cinicola. E’ una produzione Teatro Out Off.
Note di regia: “La scelta di orientarsi su di un classico ibseniano nasce da molteplici motivazioni. Il drammaturgo norvegese è infatti uno degli autori più importanti della Storia del Teatro e non solo. Le sue innovazioni stilistiche e di contenuti hanno segnato una svolta nella cultura moderna.
Nei suoi testi si può intravedere la compresenza di elementi di innovazione e tradizione. Questi grandi testi offrono la possibilità di entrare in contatto con la tradizione, favoriscono uno stretto legame con essa ma, al tempo stesso, anche la possibilità di rielaborala in modo del tutto personale.
E ci permettono di sperimentare una forma di teatro la cui caratteristica fondamentale risiede nel paradosso di far convivere avanguardia e tradizione.
Ibsen è il più grande e disilluso poeta del disagio della civiltà; un grandissimo poeta che fa i conti a fondo con l' essenza della vita e insieme con la particolarissima stagione storica della sua epoca, che sradica e travolge i fondamenti di una plurisecolare civiltà; la compostezza classica con la quale egli ritrae quello sconvolgimento radicale lo fa emergere con tanta più forza, proprio perché – anziché mimare nella distruzione delle forme la distruzione del mondo e del pensiero e sentimento del mondo, come la grande arte d' avanguardia - la sua forma asciutta, il suo laconico grande stile classico, dicono e raccontano pure la vertigine del proprio tramonto e rappresentano con sobrietà classica lo sfacelo di ogni classicità.
Tuttavia è interessante notare come i drammi ibseniani che possiamo definire "borghesi" (vale a dire quelli ambientati nel periodo contemporaneo all'autore) di cui anche Spettri fa parte, contengano in sé - nella loro struttura, nei personaggi e nel linguaggio drammatico alcuni elementi tipici della commedia.
Nel caso specifico di Spettri: in particolare, se approfondiamo la lettura e non rimaniamo ancorati alle convenzioni possiamo rilevare come nella caratterizzazione dei personaggi intervenga l'uso dell'ironia.
La scenografia ricorda l’ambiente di un circo e viene collocata su una piattaforma girevole, rivestita di ampi tendaggi che richiamano alla mente un tendone.
Un espediente, questo, che allontana da qualsiasi velleità realistico/naturalistica e porta invece ad una decisa teatralizzazione dell'evento scenico mettendo così in atto un procedimento fondamentale per superare il processo di immedesimazione e permettendo allo spettatore di vedere l'allestimento con il distacco necessario per poter cogliere anche gli aspetti comici in esso contenuti.
In questo modo il palcoscenico non è più uno spazio dove si presenta una descrizione pura della realtà o una definizione simbolica di essa, ma diviene un microcosmo di un mondo più grande che trascende la realtà terrena.
I costumi e l’uso della scenografia in un’ipotetica messa in scena. Contro la tradizione naturalistica che prevede l'utilizzo di scenografie caratterizzate da un realismo rigoroso, scrupoloso fin nei minimi dettagli forse ha senso orientarsi verso una scena nella quale la precisione meticolosa, che non lascia spazio all'immaginazione, viene meno a favore di uno spazio in cui la fantasia del pubblico e la recitazione degli attori assumono un'importanza più ragguardevole.
Gli spettatori dovrebbero risultare letteralmente dentro lo spettacolo, tanto da occuparne parte dello spazio, ma al tempo stesso ne sarebbero fuori, dal momento che la stanza antecedente la serra, tangibilmente non esiste.
Per Informazioni
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