Nella vallata del Metauro si diffuse e si impose sin dal 500 a.C. un vitigno denominato Bianchello o Greco Bianchello o Biancame. Si legge in Tacito che il Bianchello fu la principale causa della sconfitta di Asdrubale nella famosa battaglia del Metauro. Si narra, infatti che le truppe del generale cartaginese, nella calda estate dell'anno 207 a.C., ebbre per il vino tracannato in grande copia, furono sorprese dalle milizie romane di Claudio Nerone, Livio Salinatore e Porzio Licinio, mentre tentavano di guadagnare il fiume Metauro. Roma fu salva, dunque, per merito del Bianchello? Andiamoci piano, ma a parte le notizie storiche, aneddotiche, resta il fatto che il Bianchello sta oggi vivendo una felice stagione per la fama che merita come piacevolissimo completamento di pasti a base ittica. E' il vino immortalato dalle descrizioni di "Frusaglia", e di tanti altri libri ambientati nel Pesarese. Oggi il Bianchello viene anche servito come aperitivo. Interessa il bacino imbrifero del fiume Metauro in provincia di Pesaro-Urbino. Le pendici esposte a Sud e Sud-Ovest nelle medie e basse colline che dai contrafforti appenninici digradano al mare sono le più vocate alla coltivazione di questo vitigno. In totale sono compresi nelle zona DOC 18 comuni.