Un team di geologi giapponesi, ricercatori del prestigioso
Ifree(Institute for Frontier Research on Earth Evolution)
di Yokosuka è giunto a fine agosto nei territori dell'Appennino marchigiano con un intento ben preciso: prelevare carote di rocce sedimentarie e studiarle poi con apparecchiature all'avanguardia
al fine di comprendere e interpretare i processi e le cause
dell'evoluzione del nostro pianeta, così da poterne prevedere le future variazioni globali;
Gli studi verranno condotti in stretta collaborazione con il Centro di Geobiologia dell'università di Urbino, diretto da Rodolfo Coccioni e inseriti tra le cooperazioni internazionali avviate dalla facoltà.
Noi sappiamo che ogni evento naturale del passato rimane impresso nella roccia che ne conserva tracce e testimonianze fino a tornare indietro nel tempo di 200 milioni di anni.
La scelta di concentrare le ricerche sopratutto nei territori del Furlo, Gorgo a Cerbara, Monte Acuto, Petriccio e il Bosso è stata dettata, secondo quanto afferma Tatsuhiko Sakamoto, resposabile del team dei ricercatori giapponesi,dalla completezza e l'ottima esposizione delle rocce di questo tratto di Appennino che le rendono particolarmente
adatte per le ricerche del gruppo.
Ogni risultato della ricerca sarà pubblicato nelle riviste “Science” e “Nature”.